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Leggende, tradizioni, vestigia

Le leggende polinesiane provengono da antiche credenze politeiste. I polinesiani adoravano diversi dei : Taaroa, tane, tu, oro, hiro , le loro avventure erano raccontate tramite delle leggende delle quali resta solo una tradizione orale. Le uniche tracce materiali sono ottenute a partire dei siti archeologici.

Degli antichi luoghi di culto di pietra sono stati messi a giorno : i marae. Vi si onoravano gli dei, ed era anche un luogo per preparare le azioni sociali come la guerra, l'elezione dei capi e i sacrifici umani. Esistevano differenti tipi di marae, alcuni per le celebrazioni della famiglia (nascite, decessi, ...), i marae reali per le cerimonie importanti che riunivano a volte diverse isole. I marae erano composti da una piattaforma fatta di pietre, circondata da un muretto, a volte da gradini, un luogo riservato ai preti (l'ahu) ad una delle estremità circondato da pietre verticali, al centro della piattaforma degli schienali in pietra per i capi.

Le incisioni rupestri sono dei disegni incisi in maniera rudimentale nella pietra, rappresentano delle tartarughe, il sole, dei pesci, dei disegni geometrici, a volte ma raramente dei visi umani.

I tiki sono delle statue intagliate in un blocco di pietra che rappresentano degli esseri umani. Le loro dimensioni sono variabili, il più grande si trova alle Marchesi e misura 2,70 m. I tiki avevano probabilmente una funzione religiosa, visto che erano situati vicino ai Marae. Potevano anche essere scolpiti su dei bassorilievi, sulle piroghe, sulle pagaie. I resti che si trovano alle Marchesi sono i più rappresentativi. Per saperne di più

Alle Marchesi la spianata si chiama Tohua, dove si svolgevano non solo le cerimonie, ma anche le feste e le danze, i sacrifici umani e le offerte. Alle Marchesi si trovano anche i Pae pae piattaforme di pietra che sostenevano delle abitazioni costruite in materia vegetale, solo le piattaforme hanno resistito all'usura del tempo.



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La società polinesiana è stata segnata da dei divieti a carattere magico-religioso che hanno dato nascita al termine Tabù che significa vietato o proibito. Gli etnologi considerano che il Tabù è un fenomeno religioso che costituisce la forma negativa del sacro. Al primo livello delle cose Tabù bisogna citare quelle che sono insolite : tutto ciò che è contrario all'abitudine è Tabù (per esempio i gemelli, i frutti doppi, gli albini). Il termine Tabù è spesso utilizzato per indicare un limite da non oltrepassare. Per esempio, nei giardini, vedrete a volte dei piccoli cartelli con scritto "Tabù", che corrisponde al nostro "proprietà privata".

I polinesiani rispettano ancora gli antichi luoghi sacri tapu e per esempio non sposteranno mai una pietra di un Marae o un Tiki che potrebbe avere del Mana e lanciare una maledizione. Il Mana è la forza soprannaturale, è la magia.

Tra l'altro il provider internet in Polinesia si chiama Mana... senza dubbio per meglio ricordarci il lato magico del web.

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